Home
Uffici e Servizi
Protezione Civile
Piano di Protezione Civile
Uffici e Servizi
Protezione Civile
Piano di Protezione Civile
Piano di Protezione Civile
Piano di Protezione Civile Comunale
Il piano di Protezione Civile è uno strumento organizzativo che consente di impostare politiche locali unitarie di previsione e prevenzione, e di predisporre e coordinare iniziative ed attività necessarie a fronteggiare gli eventi straordinari che possono verificarsi sul territorio comunale.
Il piano individua:
IL TERRITORIO
Il Comune di Chiampo ha un’estensione di 22,75 Kmq, per 5/6 collinare e per 1/6 pianeggiante.
Il capoluogo è posto a 171 m s.l.m.m. e si estende sul fondovalle per circa 4,5 Kmq.
Il fondovalle presenta dimensioni trasversali variabili tra 200 e 500 m e delimita l’unica area disponibile per insediamenti urbani e produttivi, nonché per il transito della viabilità principale.
Le quote minima e massima del territorio sono: 139 m s.l.m.m. (incrocio tra strada Provinciale Valdichiampo e via Fiume); 655 m s.l.m.m. (pendici del M. Calvarina).
Il territorio è solcato con direzione nord-ovest, sud-est dalla valle principale del Torrente Chiampo e lateralmente da un fitto reticolo di vallecole affluenti a destra e a sinistra del Torrente principale.
Tutto il sistema idrografico presenta notevoli pendenze motrici e quindi una notevole energia da parte del flusso di piena sia in corrispondenza delle valli laterali che del Torrente Chiampo (pendenza media 13 m/km). Ciò è testimoniato anche dalle dimensioni granulometriche del materiale in alveo, che nel Chiampo raggiunge i 50 cm.
Il territorio comunale confina con:
- San Pietro Mussolino a Nord;
- Nogarole Vicentino ad Est;
- Arzignano a Sud-Est;
- Roncà a Sud;
- San Giovanni Ilarione ad Ovest;
- Vestenanova a Nord-Ovest.
Nel territorio sono presenti circa 50 contrade e nuclei sparsi con destinazione prevalentemente agricola.
La quasi totalità del territorio è sottoposta a vincolo idrogeologico.
Sono presenti numerosi boschi che ricoprono gran parte della zona collinare, sottoposti anche al vincolo paesaggistico-ambientale e sono costituiti prevalentemente da specie legnose tipiche della zona (Castagnetum C. e Laurethum F.), oltre alla frazione collinare dedicata alle coltivazioni di vite e ciliegio in particolare.
La situazione idraulica è ovviamente vincolata alle condizioni idrometriche del Torrente Chiampo che, localmente si presenta arginato seppur in maniera modesta.
L’alveo del torrente è in condizioni di parziale sovralluvionamento per deposito di materiale ghiaioso da parte della corrente e ciò, naturalmente, amplifica la frequenza dei più elevati stati idrometrici.
La condizione di pensilità dei livelli di massima piena del Chiampo, influenza ovviamente la morfologia terminale degli affluenti di secondo ordine che, necessariamente, si adeguano presentando anche,essi le corrispondenti quote di sommità.
Assume un ruolo fondamentale la rete minore meteorica incaricata dall’allontanamento delle acque meteoriche che gravitano direttamente sul fondovalle, posto in gran parte a quota inferiore rispetto ai livelli di piena del Torrente Chiampo e dei suoi affluenti.
Tale rete fa a capo sostanzialmente alla Roggia di Arzignano e Chiampo che percorre anch’essa longitudinalmente la valle immettendo il proprio flusso in parte nel torrente Chiampo e in parte nel sistema Acquetta-Fratta.
La Roggia nata originariamente con funzioni irrigue e per la produzione di forza motrice, ha oggi un ruolo fondamentale di scolo di gran parte dell’area urbana e produttiva. Per oltre 3 km infatti costituisce il ricettore di contributi meteorici provenienti da circa 120 HA di area impermeabilizzata nell’ambito comunale. La portata equivalente indicativa supera i 3 mc/s.
Sotto l’aspetto orografico-morfologico il territorio comunale è una porzione di valle fluviale fiancheggiata da due versanti che dal punto di vista geologico si presentano strutturalmente formati da una coltre di materiale argilloso colluviale sopra ad un substrato di rocce dure, interessate da numerose faglie, fratture e dislocazioni, struttura questa che unitamente ad abbondanti precipitazioni pluvio-nivali determina il verificarsi di numerosi fenomeni, anche abbastanza marcati, di franosità e di instabilità di versante, favoriti e talora determinati dall’azione dell’uomo, soprattutto in due aspetti: l’abbandono della coltivazione dei versanti e l’attività di cava scriteriata.
Quest’ultima può determinare instabilità a monte dello scasso di cava nei terreni di copertura, instabilità dei materiali di discarica di cava, instabilità nella coltre argillosa per sovraccarichi derivanti dalla deposizione degli accumuli di discarica e instabilità della coltre argillosa a valle della cava per infiltrazioni causate all’attività estrattiva.
Da numerosi studi geologici sulla franosità emerge che nella valle del Chiampo le frane in grandissima maggioranza si trovano nelle zone a minor pendenza.
È l’infiltrazione d’acqua nel sottosuolo la causa determinante di quasi tutte le frane. Infatti i materiali di natura argillosa o a matrice argillosa presenti nella vallata, notoriamente stabili in assenza di acqua, diventano facilmente franosi quando s’impregnano eccessivamente.
Nel territorio di Chiampo occorre tener quindi presente oltre alla quantità di pioggia caduta anche la sua durata: infatti a parità di altezze pluviometriche, non sono tanto le piogge violente e ristrette nel tempo ad essere pericolose, quanto invece piogge copiose ma continue, che si prolungano per giorni.
Ciò è dovuto a vari fattori tra i quali la scarsa permeabilità dei terreni argillosi che s’impregnano lentamente e il meccanismo stesso delle frane, che si verificano per infiltrazione dell’acqua, non per erosione.
Gli interventi che possono essere suggeriti per contrastare il fenomeno possono essere di carattere preventivo o invece di consolidamento per fenomeni in atto.
Quelli di carattere preventivo sono essenzialmente costituiti da sistemazioni per un rapido smaltimento delle acque piovane superficiali sia per i pendii naturali o sistemati per uso agricolo, sia per le aree delle cave e adiacenti alle cave; inoltre deve essere prevista una adeguata sistemazione dei materiali di discarica in modo da garantire coefficienti di sicurezza accettabili.
Gli interventi di stabilizzazione per movimenti franosi in atto comprendono principalmente i drenaggi spinti a profondità variabile tra 2-5 m ed opportunamente distribuiti in relazione alla morfologia superficiale ed all’andamento prevalente della filtrazione e la correzione e sistemazione delle pendenze delle scarpate specialmente per i movimenti franosi connessi alle attività di cava molto diffuse in passato sul territorio comunale.
I RISCHI
Le eventualità calamitose più temibili per il territorio comunale di Chiampo, stanti la sua conformazione ed i precedenti storici, sono costituite quindi da:
- ALLUVIONI, di conseguenza esondazioni;
- FRANE
Data inoltre la consistente presenza di attività produttive in particolar modo conciarie, sono comunque da tenere presenti l’accadimento di inquinamenti del suolo e delle acque superficiali, nonché lo sviluppo di gas tossici a seguito del verificarsi di incendi di insediamenti industriali della concia (reparti di rifinizione).
Anche il verificarsi di eventi antropici quali l’incidente stradale sull’arteria provinciale della Valdichiampo è da tenere in debita considerazione dato che tale arteria stradale è la principale che consente il collegamento con i comuni a valle e a monte.